Avviso: questa pagina è informativa e non ufficiale. Non abbiamo legami con l’INAIL, con l’INPS, con altri enti pubblici né con compagnie assicurative, e non gestiamo pratiche. Per il tuo caso fai sempre riferimento ai canali ufficiali o a un patronato.
Ti sei fatto male mentre lavoravi, o lungo la strada tra casa e lavoro? In Italia chi lavora come dipendente è tutelato dall’assicurazione obbligatoria gestita dall’INAIL, che paga un’indennità per i giorni in cui non puoi lavorare e, se resta un danno permanente, un indennizzo. Per non perdere nulla contano i primi passi: chi avvisare, quale certificato serve ed entro quando.
Cosa conta come infortunio sul lavoro
Per la legge serve un evento improvviso e violento, legato a quello che stavi facendo per il tuo lavoro, che ti tiene a casa più di tre giorni oppure lascia un danno permanente. Qualche esempio: la caduta da una scala in magazzino, il taglio in cucina, lo strappo alla schiena sollevando un carico, l’incidente durante una consegna. Rientra anche l’infortunio in itinere, cioè quello che capita sul percorso normale tra casa e lavoro.
Sono coperti i lavoratori dipendenti, gli apprendisti, molti collaboratori, gli artigiani e chi lavora in smart working quando il fatto è legato all’attività.
I primi passi, in ordine
- Avvisa subito il datore di lavoro, anche se il dolore sembra lieve: è un obbligo del lavoratore e fa partire la pratica.
- Fatti visitare al pronto soccorso o dal tuo medico e spiega che ti sei fatto male al lavoro. Il medico compila il certificato di infortunio e lo invia online all’INAIL.
- Comunica al datore il numero del certificato e la data di rilascio: gli servono per la denuncia.
- Il datore ha 2 giorni di tempo per la denuncia online dal momento in cui riceve i dati del certificato, quando la prognosi supera i 3 giorni.
- Conserva tutto: certificati, referti del pronto soccorso, nomi di eventuali testimoni.
Chi ti paga e quanto
| Periodo | Chi paga | Cosa prevede la legge |
|---|---|---|
| Giorno dell’infortunio | Datore di lavoro | 100% della retribuzione |
| 3 giorni successivi | Datore di lavoro | almeno il 60% (molti contratti collettivi arrivano al 100%) |
| Dal 4° al 90° giorno | INAIL | 60% della retribuzione media giornaliera |
| Oltre il 90° giorno, fino al rientro | INAIL | 75% della retribuzione media giornaliera |
Spesso il datore anticipa in busta paga l’indennità dell’INAIL, e diversi contratti collettivi prevedono un’integrazione fino al 100%: per questo conviene leggere il proprio CCNL.
Danno permanente, polizze e tutela del reddito
Se dopo la guarigione resta un danno, l’INAIL lo valuta in percentuale: dal 6% al 15% riconosce un indennizzo in capitale, dal 16% in su una rendita mensile. Chi non è coperto dall’INAIL, come molti liberi professionisti, o chi vuole proteggere anche il tempo libero e le spese extra, valuta una polizza infortuni privata: confrontare somme assicurate, franchigie ed esclusioni evita sorprese proprio nel momento più delicato. Se hai un mutuo o un prestito, controlla anche se la polizza collegata copre l’inabilità temporanea.
Riferimenti ufficiali
- INAIL, l’ente pubblico che gestisce l’assicurazione obbligatoria e le pratiche di infortunio.
- Normattiva, dove leggere il Testo unico sull’assicurazione contro gli infortuni (DPR 1124/1965).
Domande frequenti (FAQ)
Entro quando devo avvisare il datore di lavoro?
Subito. Se l’avviso arriva tardi e il datore non lo sapeva, l’indennità dei giorni precedenti all’avviso può andare persa.
L’infortunio in itinere è coperto anche in auto?
Sì, se l’uso dell’auto privata è necessario, per esempio per gli orari o per l’assenza di mezzi pubblici. La bicicletta è sempre considerata un mezzo necessario.
Quanto tempo ho per chiedere le prestazioni INAIL?
Il diritto si prescrive in 3 anni dal giorno dell’infortunio.
Devo pagare qualcuno per la pratica?
No. La pratica parte dal medico e dal datore di lavoro; per un aiuto gratuito puoi rivolgerti a un patronato.
Sito informativo e non ufficiale: nessun legame con l INAIL, l INPS, altri enti pubblici o compagnie assicurative, Groupama compresa. Non gestiamo pratiche, non vendiamo polizze e non sostituiamo l assistenza di un patronato o di un consulente.