Sapere che l’INAIL paga il 60% non basta per capire quanto arriverà davvero sul conto. Su un infortunio sul lavoro, come viene pagato l’assegno dipende da tre cose: chi versa materialmente i soldi, come si calcola la retribuzione media giornaliera e quanti giorni dura l’assenza.
In questa pagina trovi i conti fatti passo per passo, due esempi numerici, il trattamento fiscale e gli errori che più spesso ritardano il pagamento. Gli esempi sono illustrativi: servono a capire il meccanismo, non a sostituire il prospetto della tua busta paga.
Chi versa i soldi: datore di lavoro o INAIL
Il giorno dell’infortunio e i tre giorni successivi, detti di carenza, li paga sempre il datore di lavoro. Dal quarto giorno l’indennità è a carico dell’INAIL, ma può arrivare in due modi.
- Anticipata in busta paga: in molti settori il datore paga l’indennità insieme allo stipendio, per conto dell’INAIL, e poi la recupera. Per il lavoratore è il caso più semplice, perché i soldi arrivano alla solita data.
- Pagata direttamente dall’INAIL: in altri casi l’istituto accredita l’indennità sul conto indicato dal lavoratore, dopo aver ricevuto la denuncia e i certificati.
Quale delle due vale per te lo dice il contratto collettivo o l’ufficio del personale. In entrambi i casi l’importo di base è lo stesso; cambia solo chi lo versa.
Come si calcola la retribuzione media giornaliera
La base di tutto è la retribuzione media giornaliera. L’INAIL la ricava da quanto hai guadagnato nei 15 giorni precedenti l’infortunio: si somma la retribuzione di quel periodo e si divide per 15. Su questa cifra si applicano le percentuali.
| Voce | Formula |
|---|---|
| Retribuzione media giornaliera | Retribuzione dei 15 giorni precedenti ÷ 15 |
| Indennità dal 4° al 90° giorno | Retribuzione media × 60% |
| Indennità dal 91° giorno | Retribuzione media × 75% |
| Giorni conteggiati | Tutti i giorni di calendario, festivi compresi |
Esempio 1: assenza di 20 giorni
Situazione illustrativa: un magazziniere guadagnava 1.050 euro lordi nei 15 giorni prima dell’infortunio, quindi 70 euro di retribuzione media giornaliera. Resta a casa 20 giorni, contando anche quello dell’evento.
| Periodo | Giorni | Chi paga | Calcolo | Importo lordo |
|---|---|---|---|---|
| Giorno dell’infortunio | 1 | Datore | 70 × 100% | 70,00 € |
| Carenza | 3 | Datore | 70 × 60% × 3 | 126,00 € |
| Dal 4° giorno | 16 | INAIL | 70 × 60% × 16 | 672,00 € |
| Totale secondo la legge | 20 | 868,00 € |
Se il suo contratto collettivo prevede l’integrazione al 100% per tutto il periodo, il totale sale a 1.400 euro lordi (70 euro per 20 giorni): la differenza la mette il datore di lavoro.
Esempio 2: assenza lunga di 120 giorni
Stessa retribuzione media di 70 euro, ma una frattura che richiede quattro mesi. Dal 91° giorno la percentuale dell’INAIL sale al 75%.
| Periodo | Giorni | Calcolo | Importo lordo |
|---|---|---|---|
| Giorno dell’infortunio | 1 | 70 × 100% | 70,00 € |
| Carenza | 3 | 70 × 60% × 3 | 126,00 € |
| Dal 4° al 90° giorno | 87 | 70 × 60% × 87 | 3.654,00 € |
| Dal 91° al 119° giorno | 29 | 70 × 75% × 29 | 1.522,50 € |
| Totale secondo la legge | 120 | 5.372,50 € |
Esempio 3: part-time e assenza breve
Situazione illustrativa: una commessa part-time guadagnava 600 euro lordi nei 15 giorni precedenti, cioè 40 euro di retribuzione media giornaliera. Resta a casa 10 giorni, contando quello dell’infortunio. Il giorno dell’evento vale 40 euro, i tre giorni di carenza almeno 24 euro ciascuno (72 euro), e dal quarto giorno l’INAIL paga 24 euro al giorno per 6 giorni (144 euro). Il totale secondo la legge è di 256 euro lordi; con l’integrazione al 100% del contratto arriverebbe a 400 euro. Il calcolo segue quanto hai davvero guadagnato in quei 15 giorni: per chi lavora a turni o con orari variabili conviene controllare che il periodo sia stato rappresentativo e, in caso di dubbio, chiedere all’ufficio del personale il prospetto di calcolo.
Tasse, contributi e pensione
L’indennità per inabilità temporanea sostituisce lo stipendio e per questo è soggetta all’IRPEF, come la retribuzione. La rendita che l’INAIL riconosce per un danno permanente, invece, è esente da tasse. I periodi di infortunio sono di norma coperti da contributi figurativi, quindi non creano buchi ai fini della pensione. Chi ha anche un’assicurazione privata contro gli infortuni deve sapere che l’indennizzo della polizza segue regole fiscali proprie, indicate nel contratto.
Quando arrivano i soldi
Se il datore anticipa l’indennità, la trovi nella busta paga del mese, con le voci separate per carenza e indennità INAIL. Se paga direttamente l’INAIL, i tempi dipendono dalla completezza della pratica: denuncia del datore, certificati medici continuativi e coordinate bancarie corrette. Ogni certificato di prosecuzione va inviato senza interruzioni, altrimenti i giorni scoperti restano in sospeso.
Errori comuni che rallentano il pagamento
- Certificato registrato come malattia invece che come infortunio: la pratica finisce all’INPS e va corretta.
- Avviso al datore arrivato tardi: i giorni precedenti all’avviso rischiano di non essere pagati.
- Coordinate bancarie mancanti o sbagliate nel caso di pagamento diretto.
- Visita medica INAIL saltata senza giustificazione.
- Buchi tra un certificato e l’altro: anche un solo giorno scoperto blocca il conteggio.
Infortunio e malattia: la differenza in busta paga
| Voce | Infortunio sul lavoro | Malattia |
|---|---|---|
| Ente che paga | INAIL | INPS |
| Giorni di carenza | 3, pagati dal datore | 3, regolati dal contratto |
| Percentuale di base | 60% fino al 90° giorno, poi 75% | 50% fino al 20° giorno, poi 66,66% |
| Danno permanente | Indennizzo o rendita INAIL | Nessuna prestazione specifica |
Le percentuali della malattia indicate sono quelle INPS per molti dipendenti del settore privato; il contratto collettivo può integrarle.
Quando il reddito cala: polizze e protezione del credito
Se paghi un mutuo, un finanziamento auto o un prestito personale, controlla se hai sottoscritto una polizza di protezione del credito. Molte di queste coperture pagano le rate durante l’inabilità temporanea causata da infortunio, dopo un periodo minimo indicato nel contratto. Va attivata con una denuncia alla compagnia, allegando i certificati medici: farlo subito evita di anticipare rate che la polizza avrebbe coperto. Chi non ha questa protezione può valutare per il futuro una polizza infortuni con diaria, che integra proprio la parte di stipendio che l’INAIL non copre.
Riferimenti ufficiali
- INAIL, per il calcolo e il pagamento dell’indennità di inabilità temporanea.
- INPS, per le regole sull’indennità di malattia e sui contributi figurativi.
- Normattiva, per il testo del DPR 1124/1965.
Domande frequenti (FAQ)
L’indennità INAIL si calcola sul lordo o sul netto?
Sulla retribuzione lorda dei 15 giorni precedenti l’infortunio; poi sull’importo si applicano le tasse.
Chi paga i primi tre giorni?
Il datore di lavoro: il giorno dell’infortunio al 100% e i tre successivi almeno al 60%.
L’indennità di infortunio è tassata?
Sì, l’indennità temporanea è soggetta all’IRPEF. La rendita per danno permanente è esente.
Se il datore anticipa l’indennità, devo fare qualcosa con l’INAIL?
No: il datore recupera l’importo dall’INAIL. Tu devi solo far arrivare i certificati senza interruzioni.
Nel calcolo entrano anche i giorni festivi?
Sì, dal quarto giorno l’INAIL paga tutti i giorni di calendario, quindi anche sabati, domeniche e festivi rientrano nel conteggio dell’indennità.
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