È la domanda che arriva subito dopo lo spavento: l infortunio sul lavoro è pagato al 100 per cento, oppure a fine mese la busta paga sarà più leggera? La risposta breve è che la legge garantisce il 100% solo per il giorno dell’infortunio. Dopo, la base è il 60% e poi il 75% della retribuzione media, pagati dall’INAIL. Molti contratti collettivi, però, obbligano il datore a integrare la differenza fino al 100%.
Quindi la risposta vera dipende dal tuo CCNL. Qui sotto trovi lo schema della legge, il passo a passo per verificare il tuo caso, i requisiti e le scadenze da non mancare.
La risposta breve, giorno per giorno
| Periodo | Cosa prevede la legge | Con integrazione del CCNL |
|---|---|---|
| Giorno dell’infortunio | 100%, pagato dal datore | 100% |
| Dal 1° al 3° giorno successivo (carenza) | Almeno 60%, pagato dal datore | Spesso 100% |
| Dal 4° al 90° giorno | 60% della retribuzione media giornaliera, a carico dell’INAIL | Il datore aggiunge la differenza fino al 100%, per il periodo previsto dal contratto |
| Dal 91° giorno alla guarigione | 75% della retribuzione media giornaliera, a carico dell’INAIL | Integrazione secondo le regole del contratto |
Le percentuali dell’INAIL si applicano a tutti i giorni di calendario, comprese domeniche e festivi, finché il medico non certifica la guarigione o la ripresa del lavoro.
Passo a passo per capire se a te spetta il 100%
- Trova il nome del tuo contratto collettivo. È scritto in busta paga e nella lettera di assunzione: per esempio commercio, metalmeccanico, turismo, logistica.
- Cerca l’articolo sul trattamento economico. Di solito si intitola “malattia e infortunio” o “trattamento in caso di infortunio sul lavoro”. Lì trovi se il datore integra l’indennità INAIL e fino a quale percentuale.
- Controlla i limiti dell’integrazione. Alcuni contratti la prevedono per tutta l’assenza, altri per un numero massimo di giorni o di mesi. Annota anche il periodo di comporto, cioè per quanto tempo il posto di lavoro è conservato.
- Leggi la busta paga del mese dell’infortunio. Cerca voci come “carenza infortunio”, “indennità INAIL anticipata” e “integrazione infortunio”. Se l’integrazione prevista dal contratto non compare, annota la differenza.
- Chiedi chiarimenti per iscritto. Il primo interlocutore è l’ufficio del personale o il consulente del lavoro dell’azienda. Per un parere gratuito puoi rivolgerti a un patronato o al sindacato.
Requisiti per ricevere l’indennità
- Essere un lavoratore assicurato all’INAIL: dipendente, apprendista, molti collaboratori, artigiano.
- Infortunio avvenuto in occasione di lavoro, compreso quello in itinere sul percorso casa-lavoro.
- Inabilità che ti impedisce di lavorare per più di 3 giorni, oltre a quello dell’evento.
- Certificato medico di infortunio inviato all’INAIL dal medico o dal pronto soccorso.
- Avviso immediato al datore di lavoro, con il numero del certificato.
Se manca uno di questi passaggi la pratica non si blocca per sempre, ma i tempi si allungano e alcuni giorni di indennità possono andare persi.
Le scadenze da segnare
| Chi | Cosa | Entro quando |
|---|---|---|
| Lavoratore | Avvisare il datore di lavoro | Subito, anche per un infortunio che sembra lieve |
| Medico o pronto soccorso | Inviare il certificato all’INAIL | Al momento della visita, per via telematica |
| Datore di lavoro | Denuncia all’INAIL | Entro 2 giorni dalla ricezione dei dati del certificato |
| Datore di lavoro | Denuncia in caso di morte o pericolo di morte | Entro 24 ore |
| Lavoratore | Chiedere le prestazioni non ricevute | Entro 3 anni dal giorno dell’infortunio |
Senza integrazione al 100%: come proteggere il reddito
Se il tuo contratto non prevede l’integrazione, un’assenza lunga pesa sul bilancio familiare: con il 60% della retribuzione per tre mesi, uno stipendio netto di 1.500 euro può scendere di diverse centinaia di euro al mese. Qualche mossa concreta aiuta a non arrivare in difficoltà.
- Rivedi le spese fisse del mese e sposta le scadenze non urgenti, come una rata dell’assicurazione auto pagabile in più tranche.
- Controlla le polizze collegate a mutuo o prestito: molte coperture di protezione del credito pagano le rate in caso di inabilità temporanea da infortunio, ma solo se lo segnali nei tempi del contratto.
- Valuta una polizza infortuni privata per il futuro: con una diaria per inabilità temporanea copre proprio la differenza che il contratto non integra.
- Evita prestiti veloci per coprire il calo prima di aver verificato l’anticipo in busta paga e i tempi dell’INAIL: spesso il buco è di poche settimane.
Le voci della busta paga da controllare
| Voce in busta paga | Cosa indica | Cosa verificare |
|---|---|---|
| Retribuzione giorno infortunio | Il giorno dell’evento, sempre al 100% | Che sia pagato per intero |
| Carenza infortunio | I 3 giorni successivi a carico del datore | Che sia almeno al 60%, o al 100% se il contratto lo prevede |
| Indennità INAIL anticipata | La quota dell’INAIL pagata dal datore | Che corrisponda al 60% o al 75% della retribuzione media |
| Integrazione infortunio | La differenza aggiunta dal datore | Che ci sia, se il contratto la prevede, e per quanti giorni |
Contratto a termine e infortunio
Se hai un contratto a tempo determinato e ti fai male poco prima della scadenza, l’indennità dell’INAIL non si ferma con la fine del contratto: prosegue fino alla guarigione certificata, perché è una prestazione assicurativa. L’integrazione del datore, invece, segue di solito la durata del rapporto, quindi dopo la scadenza resti con la sola percentuale dell’INAIL. Per lo stesso motivo conviene far partire la pratica subito, anche se il contratto sta per finire.
Dipendenti pubblici e altri casi particolari
Per molti dipendenti pubblici la retribuzione durante l’infortunio è pagata direttamente dall’amministrazione secondo il contratto del comparto, e l’indennità temporanea dell’INAIL non si aggiunge allo stipendio. Gli artigiani e alcuni collaboratori hanno regole proprie sulla base di calcolo, con importi minimi e massimi che l’INAIL aggiorna ogni anno: per loro conviene chiedere il prospetto direttamente alla sede o a un patronato.
C’è poi il caso dell’infortunio che non supera i tre giorni: l’INAIL non paga indennità, ma il datore resta tenuto a pagare il giorno dell’evento ed eventualmente i giorni successivi secondo il contratto.
Riferimenti ufficiali
- INAIL, per le prestazioni economiche in caso di infortunio sul lavoro.
- Normattiva, per il testo del DPR 1124/1965, che fissa carenza e percentuali dell’indennità.
- Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, per i contratti collettivi e le regole sul rapporto di lavoro.
Domande frequenti (FAQ)
L’infortunio sul lavoro è pagato al 100% dalla legge?
Solo il giorno dell’infortunio. Dal quarto giorno l’INAIL paga il 60% e poi il 75%; il 100% arriva se il tuo contratto collettivo prevede l’integrazione.
I tre giorni di carenza sono pagati?
Sì, dal datore di lavoro, almeno al 60%. Molti contratti li portano al 100%.
L’indennità è pagata anche la domenica?
Sì, l’INAIL calcola l’indennità su tutti i giorni di calendario.
Se il datore non integra come prevede il contratto cosa posso fare?
Chiedi spiegazioni per iscritto all’ufficio del personale e, se la risposta non convince, fatti aiutare da un patronato o dal sindacato.
Con un contratto a termine l’indennità INAIL finisce alla scadenza?
No, l’indennità INAIL prosegue fino alla guarigione certificata; può fermarsi invece l’integrazione pagata dal datore.
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